Quando la SWOT si amplia e si fa gioco

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Nell’ultima news abbiamo parlato di reti valoriali e di ecologia, e di quanto rappresentino una leva competitiva spesso sottovalutata.
Oggi vogliamo raccontare un caso trattato più approfonditamente nel nostro libro in uscita tra un mese.
Parliamo di Cristiano Perale del Gruppo Perale Edilizia. Un imprenditore abituato a mettere in piedi progetti complessi coinvolgendo più persone e imprese, fermamente convinto che fare rete sia uno strumento per andare oltre “quello che si sa far bene”, per fare di più e meglio.

Fin qui tutto splendido. Ma ci sono dei ma, come ci dice lo stesso Perale:

Per noi imprenditori non è sempre facile fermarci ad analizzare un progetto. Serve lo strumento giusto. In più, se è un progetto di rete serve il clima giusto per capire se veramente possiamo condividere ed evolvere.

Da questa testimonianza emergono due problemi.
Uno. L’approccio spesso sommario all’analisi strategica, vuoi per la difficoltà di autoanalisi, vuoi per il poco “uso” o conoscenza degli strumenti, vuoi per la mancanza di tempo, vuoi perché considerata una perdita di tempo.
E due. La frequente rigidità nel condividere idee e informazioni, soprattutto per progetti di rete “nuovi” per il mercato o con nuovi partner.
Tradotto: tanto tempo investito, idee bloccate, progetti “a grandi linee”, risultati pochi o zero.
Tradotto: serve un metodo che permetta a più teste di ragionare velocemente, in maniera aperta e “con la stessa mappa”.

A questi problemi, comuni a molte PMI, People Branding ha cercato di rispondere trovando nella gamification la chiave per “rompere il ghiaccio”, per attivare il pensiero flessibile e laterale, per creare un clima aperto allo scambio di idee tra i membri di un’azienda o tra partner. La strategia e le soluzioni non sono più delegate a un consulente esterno, ma nascono dall’interno, stimolando con il gioco le persone coinvolte nel progetto. Le 150 carte che accompagnano i deck vengono poi in aiuto, contribuendo a tenere vivo il confronto e a tenere conto di aspetti spesso non considerati. E infine, abbiamo sentito l’esigenza di pensare a una versione “ampliata” della SWOT, lo strumento classico di pianificazione strategica, che tenesse conto di come è cambiato il modo di fare impresa, che permettesse di guardare oltre i confini dell’azienda, valutando forze, debolezze, minacce ed opportunità dell’ecologia nel suo complesso: il People Sswwot Deck con il suo Ecology Game.
Il risultato della sua applicazione sul caso Perale, ce lo racconta lui stesso.

In ogni occasione ha permesso ai partecipanti di esprimersi come singoli e iniziare a misurarsi come rete. […] Per la prima volta, ho sentito che in una riunione stavamo facendo del vero e proprio management. […] Mi son accorto che laddove prima usavo quattro o cinque riunioni per arrivare a un clima del gruppo adatto a lavorare e a qualche conclusione adesso me la cavo con una.

E una volta che il progetto è partito?
L’azione continua, con la possibilità di approfondire l’analisi provando altri deck, ma anche e soprattutto perché quanto scoperto rimane materia viva nella mente degli imprenditori, punto di riferimento comune che guida azioni ed esplorazioni.

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